Alla fine dell’estate, se la città è grigia e spenta, viene naturale la voglia di andare a cercare il sole in montagna o ai tropici. I raggi che però si trovano in queste località sono forti e pericolosi per la pelle. Sono i raggi UVA quelli che scottano e provocano rossori ed eritemi. Non meno dannosi sono i raggi UVB che, penetrando a fondo nel derma, causano importanti danni cellulari e portano la pelle ad invecchiare precocemente. Inoltre il sole molto forte può macchiare la pelle. I raggi solari infatti, sollecitano il derma a produrre melanina. Quando però sono molti forti, causano una produzione di melanina eccessiva che non viene più riassorbita e si traduce in antiestetiche macchie scure. Specie se non si hanno più 20 anni. Meglio allora premunirsi di buone creme solari a media o alta protezione a seconda del proprio fototipo: almeno SPF 15 per i bruni con la pelle olivastra o SPF 30 per i biondi con gli occhi chiari. La sigla SPF indica il fattore di protezione solare. Il numero che l’accompagna invece indica il tempo di esposizione consentito da un determinato filtro senza rischiare scottature o eritemi. Un esempio: se si una un prodotto SPF 20, significa che questo, in teoria, consente di esporsi al sole 20 volte più a lungo che senza l’uso del filtro. In particolare i filtri vengono così suddivisi:
-SPF da 2 a 6: offrono una protezione bassa
-SPF da 8 a 12: garantiscono una protezione media
-SPF da 15 a 25: indicano una protezione alta
-SPF da 30 a 50: sono garanzia di protezione altissima
Mentre SPF oltre 50 corrisponde al vecchio “ schermo totale”. Tuttavia è stato ormai da tempo vietata la dicitura “schermo totale” dai prodotti poiché ritenuta ingannevole: non c’è schermo solare che possa proteggere la pelle in modo integrale. Allo stesso modo a breve, secondo la nuova normativa, i solari con SPF fino a 6 saranno ritirati dal mercato in quanto ritenuti inefficaci.